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Redazione
Il BarthHaas Report 2025-2026 certifica che il mercato mondiale della birra è in frenata. Lo studio annuale – redatto dal principale specialista mondiale del luppolo – mette in luce come persino i colossi storici del settore fatichino a mantenere i propri volumi di vendita.
Nel corso del 2025 i 40 maggiori gruppi birrari del pianeta hanno commercializzato complessivamente circa 1.586 milioni di ettolitri di birra, registrando un calo del 3,1% rispetto all’anno precedente. Si tratta di una flessione decisamente più marcata rispetto al lieve arretramento dello 0,6% registrato nel 2024, segno che la contrazione dei consumi tradizionali si sta facendo strutturale. Cresce solo l’analcolico nonostante le difficoltà generalizzate e la vetta della classifica mondiale rimane invariata.
Ecco la top ten dei maggiori produttori a livello globale stilata da BarthHaas:
Partiamo dal 10° posto dove troviamo la cinese Beijing Enterprises Holdings, 9° posto per la francese BGI/Groupe Castel, 8ª posizione per Yanjing Brewery, un altro colosso cinese in forte crescita. La 7ª posizione la prende Asahi Group Holdings (gruppo giapponese che comprende anche le italiane Peroni, Nastro Azzurro e Raffo). In 6ª posizione ancora Cina con la Tsingtao Brewery Group. Poi è la volta, al 5° posto, degli Stati Uniti/Canada con la Molson Coors. In 4ª posizione troviamo il gruppo Carlsberg Danimarca e, fra le prime tre, China Resources Snow Breweries che si piazza sul 3° gradino del podio ed è l’unica eccezione tra i big, in crescita dell’1,4% con 110,30 milioni di ettolitri. 2° posto per Heineken con 235,65 milioni di ettolitri, comunque in calo del -2,1%, e al 1° posto si conferma AB InBev con 484,19 milioni di ettolitri, ma anche questo colosso è in contrazione -2,5%.
Il report di BathHaas traccia un mercato della birra che si trova di fronte a un consumatore maturo, le cui abitudini stanno cambiando rapidamente. Per rispondere a questa contrazione dei volumi tradizionali, le agende strategiche dei grandi produttori si stanno concentrando su due fronti: le birre analcoliche (no-alcohol) o a basso contenuto alcolico (low-alcohol) e la diversificazione verso categorie di bevande affini.
In un panorama dove la crescita non si misura più sulla quantità pura dei volumi venduti, la vera sfida per i marchi globali sarà la capacità di intercettare questi nuovi stili di vita e di consumo. I dati completi e i dettagli analitici della versione integrale del BarthHaas Report saranno pubblicati ufficialmente il prossimo 21 luglio.
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