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Redazione
Horeca e Tecnologia, un connubio ormai inscindibile: la big tech Google con Google Maps sta diventando conversazionale e potrebbe modificare profondamente il modo in cui i consumatori scoprono bar, caffetterie, ristoranti e, più in generale, le attività del mondo horeca. Al centro di questa trasformazione c’è Ask Maps, l’esperienza di Google Maps basata sull’intelligenza artificiale, alla quale Google ha aggiunto nell’agosto 2026 nuove capacità “agentiche”.
Ask Maps si affidava soprattutto alle informazioni contenute nei Google Business Profile e alle recensioni dei clienti ora Con le nuove integrazioni, il sistema può invece accedere anche ai menu aggiornati delle attività che utilizzano POS compatibili e questo grazie alla collaborazione con partner come Square e Toast. L’integrazione con i sistemi POS è il punto centrale della novità: menù, orari e informazioni sulla sede vengono sincronizzati automaticamente dal Square Dashboard.
Una logica analoga riguarda Toast, che ha presentato l’integrazione come uno strumento per trasformare la fase della scoperta direttamente in domanda commerciale. Il menù digitale diventa pertanto d strategico per un bar o una caffetteria questo significa che una voce apparentemente semplice come la descrizione di una bevanda potrebbe acquisire un peso maggiore nella scoperta digitale. C’è poi un secondo livello, ancora più importante.
Google non vuole soltanto utilizzare l’intelligenza artificiale per consigliare dove mangiare o bere. Ask Maps sta acquisendo la capacità di agire. Google descrive infatti il nuovo sistema come “agentic”: dopo aver interpretato la richiesta, può trovare il locale, individuare il prodotto e aggiungerlo al carrello, lasciando poi all’utente la revisione e il completamento dell’ordine attraverso i partner supportati. Toast è inoltre tra i soggetti che stanno collaborando con Google allo sviluppo dell’Universal Commerce Protocol for Food (UCP for Food), uno standard aperto pensato per consentire agli agenti AI di scoprire prodotti, effettuare ordini e gestire il checkout dei ristoranti attraverso superfici come Search, Maps e Gemini.
Se questo modello si diffonderà, la competizione digitale tra locali potrebbe spostarsi progressivamente dalla domanda “chi compare per primo su Google?” a una nuova domanda: “quale attività l’intelligenza artificiale considera la risposta migliore a ciò che il cliente sta chiedendo?” Per il mondo Horeca si profila quindi una nuova forma di ottimizzazione: non soltanto essere presenti su Maps, ma rendere leggibile dall’intelligenza artificiale ciò che si vende, quando lo si vende e con quali caratteristiche. Fantastico!
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