Pubblicato
3 ore fail
By
Redazione
Siamo entrati nel pieno della stagione estiva e fra gli operatori del turismo c’è – come ascolteremo dalle parole del nostro ospite – un cauto ottimismo. Ottimismo necessario per un comparto vitale per la nostra economia, basti pensare che il turismo genera un impatto economico diretto e indiretto che oscilla tra il 9,6% e circa il 13% del PIL italiano (lo certifica l’ISTAT). Secondo gli ultimi report ufficiali, il settore muove una spesa complessiva che supera i 220-230 miliardi di euro annui rappresentando uno dei principali motori occupazionali del Paese.
Teniamo anche conto che quando parliamo di indotto parliamo anche di Horeca e di occupazione: il settore impiega oltre 4 milioni di lavoratori (circa il 13% della forza lavoro nazionale).
Quali sono le previsioni per questa estate, gli italiani preferiranno restare in Italia o punteranno all’estero e he prenotazioni ci sono? Gli operatori dell’ospitalità come si stanno organizzando? Si paventano aumenti sostenuti per i viaggi e l’accoglienza? Cosa si sta facendo per contenere il tutto e favorire i turisti?
Tutto questo lo abbiamo chiesto a Maurizio Nardi, founder e CEO di Samovar Viaggi Società Benefit:
«Se guardiamo all’estate del 2026, il sentimento che emerge dal mercato è di cauto ottimismo. Gli italiani continuano ad avere una gran voglia di viaggiare e le prenotazioni stanno confermando una stagione positiva, anche se il consumatore oggi è molto più attento rispetto al passato. Alla domanda se gli italiani resteranno in Italia o sceglieranno l’estero, direi entrambe le cose. L’Italia continua ad attrarre molto grazie alla sua varietà di offerta e alla percezione di sicurezza. Ma vediamo una forte domanda anche verso destinazioni del Mediterraneo, come Grecia, Baleari, Canarie, soprattutto per il buon rapporto tra qualità e prezzo. Per quanto riguarda le prenotazioni, osserviamo due tendenze: chi ha prenotato con largo anticipo per garantirsi le migliori condizioni e chi invece aspetta ancora per valutare opportunità e offerte dell’ultimo momento. Sul fronte dell’ospitalità, gli operatori sono consapevoli che i costi sono aumentati, ma stanno lavorando per contenere gli effetti sui clienti. Gli investimenti in tecnologia e efficienza energetica, formule e prenotazioni flessibili vanno proprio in questa direzione. Ci saranno alcuni aumenti, ma il vero obiettivo del settore è non far spendere di più, bensì offrire più valore. Oggi il turista è disposto anche ad investire nelle proprie vacanze se percepisce qualità, affidabilità e un’esperienza all’altezza delle aspettative. Per questo guardiamo all’estate 2026 con prudenza ma anche con fiducia. Il turismo italiano ha dimostrato più volte una straordinaria capacità di adattamento e credo che anche quest’anno saprà dare degli ottimi risultati».
E fra i diversi turismi, un’attenzione particolare è da riservare al luxury turismo che in Italia vale oltre 54 miliardi di euro di spesa diretta da parte dei visitatori internazionali. Il solo comparto dell’hotellerie a 5 stelle genera, infatti, un indotto diretto superiore ai 9 miliardi di euro. Si tratta di una filiera ad alto rendimento che traina l’economia nazionale e attrae ingenti capitali di investimento. La spesa dei big spender incide direttamente per oltre il 3% sul PIL italiano.
Ed è poi un moltiplicatore occupazionale: il settore luxury impiega circa 10 addetti ogni 100 posti letto (il doppio rispetto alle strutture ricettive standard), garantendo un’elevata qualità del lavoro. Altro asset turistico in crescita e ancora con un notevole potenziale da esprimere è il turismo enogastronomico complessivo che raggiunge i 12,6 miliardi di euro. Un comparto dove il vino recita un ruolo da protagonista, l’enoturismo è sempre più un assett irrinunciabile per i viticoltori per le cantine, la quota di fatturato legata ai visitatori rappresenta fino al 14% del giro d’affari totale delle cantine che offrono ospitalità.
Pizza margherita contemporanea: la ricetta perfetta con i prodotti Alta Sfera
Distribuzione eretica: AI, tecnologia e nuove rotte per il Beverage Horeca
Women in Coffee 2026
Filiera della birra in Italia: siglato accordo tra Carlsberg Italia e Università degli Studi di Perugia
Nasce Partenopea, club deal dedicato all’Horeca in Campania
Buono non è sufficiente, edito da Bibliotheca Culinaria
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.