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Redazione
Parliamo di Beverage Horeca dove i primi dati relativi al mese di settembre – dai riscontri di Formind – sono positivi, con una crescita su settembre 2025 di 5,4% a valore, un trend dovuto per lo più agli aumenti che si sono registrati fra agosto e settembre. Un trend al rialzo che ha coinvolto anche lo scontrino medio rilevato che a settembre è cresciuto di 4 punti, una crescita – anche questa – causata dagli aumenti dei prezzi nel canale. Comunque, un mese di settembre sostanzialmente positivo per il Beverage Horeca anche grazie al clima che si è mantenuto stabile, sereno e piacevole.
Diamo ora spazio ad un indagine realizzata da Circana sul mercato europeo delle bevande, dove gli alcolici perdono terreno mentre la spesa complessiva continua a crescere, trainata da una nuova generazione di prodotti più leggeri e salutari. Dal report leggiamo che nei dodici mesi chiusi a giugno 2026, le vendite di bevande nei sei principali mercati europei del largo consumo (Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito) sono aumentate del 2,9%, raggiungendo 180 miliardi di euro. I consumatori hanno continuato a ridurre l’alcol, spendendo però di più per bevande che si propongono come alternativa nelle occasioni di socialità e rispondono alla crescente attenzione verso stili di vita più sani.
Secondo l’analisi di Circana, la spesa per gli alcolici è diminuita dello 0,8%, in calo tutte le categorie : birra (-0,9%), sidro (-1,2%), vino (-1,5%) e superalcolici (-2,2%). mentre le vendite di alternative a basso o nullo contenuto alcolico sono cresciute del 7,3%. Le vendite di bibite sono salite del 5,4%, raggiungendo 109 miliardi di euro, grazie alla maggiore spesa per bevande sportive, energy drink e bevande a base di yogurt, e a una gamma più ampia di prodotti per consumatori sempre più attenti alla salute.
Vediamo ora il lato dei consumatori: Il 43% dei consumatori, e la metà delle persone tra i 25 e i 39 anni, ha dichiarato a Circana di ridurre il consumo di alcol acquistandone meno, rimandando gli acquisti o rinunciandovi del tutto. Il 44% dichiara di acquistare più acqua in bottiglia, il 31% più succhi e smoothie, il 29% più tè e caffè. Solo il 15% afferma di comprare più alcolici, nonostante il forte ricorso alle promozioni. Le promozioni pare che funzionino visto che Nel corso dell’anno circa il 41% della birra e il 37% delle bevande alcoliche sono stati venduti in promozione, contro il 25% delle bevande nel complesso.
Sulla base di questi dati il commento di Ananda Roy, Senior Vice President, Strategic Growth Insights di Circana, è stato: «Negli ultimi cinque o sei anni, a partire dalla pandemia, l’alcol ha perso popolarità. Questo ha favorito la disponibilità di una gamma più ampia di alternative e di prodotti più salutari, offrendo ai consumatori una maggiore possibilità di scelta su cosa bere a casa e nelle occasioni di socialità. In particolare, i più giovani consumano molto meno alcol e non ci sono segnali che questo atteggiamento sia destinato a cambiare con l’avanzare dell’età», «La crescente disponibilità di bevande analcoliche e di alternative più leggere sta semplicemente diventando una componente sempre più normale del consumo quotidiano. Non è ancora la fine per i produttori di alcolici, ma questi dovranno fare molto più che ridurre i prezzi».
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