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Editoriali

L’ultima cena

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Le notizie che giungono dal mondo Horeca, in questa prima settimana di nuovo lockdown, sono a dir poco desolanti. Le perdite ormai non si contano più, pareva impossibile fare peggio di marzo 2020, ma si farà certamente peggio, l’anno mobile Marzo 2020-Marzo 2021 sfiorerà il 50% di perdite. Fra gli operatori del settore, gestori e distributori, domina il sentimento dell’incertezza, fra contagi e varianti che aumentano, un piano vaccinale ancora allo stato embrionale, senza contare il balletto Astrazeneca sì, Astrazeneca No,  Astrazeneca forse.

Ironia a parte, si vive in una sorta di limbo. Fa specie vedere la foto di una ristoratrice, accovacciata nella sua cucina, con la testa sulle gambe abbattuta e sconfitta. È l’emblema di come si è ridotto il settore. FIPE, su dati INPS, denuncia 243mila occupati in meno rispetto al 2019, quando sfioravano il milione. A sparire sono stati principalmente cuochi, camerieri, barman e, tra questi, anche poco meno di 20 mila apprendisti. Proprio i giovani pagano il conto più salato di questa crisi: 7 su 10 di coloro che hanno perso il lavoro hanno meno di 40 anni. Sul fronte sostegni o ristori ancora nulla di preciso e neanche di certo, in altre parole, il disastro è servito.

Ma non vogliamo addolorarvi oltremodo, qualche buona notizia c’è, non tutto è perso, ci sono fortunatamente i ristoranti clandestini, oppure, se volete i “furbetti del ristorantino”, quelli che aprono in barba alla legge, quelli che magari, avendo stipulato un fasullo contratto di mensa con alcune aziende, fanno entrare i clienti alla chetichella (tipo massoneria), specialmente di sera, e imbandiscono tavola con ogni ben di Dio, altro che mensa aziendale con pasta scotta, sugo rancido e pollo di gomma.

Non sappiamo quanto sia esteso il fenomeno (è clandestino!), ma sappiamo che qualche sera fa, in alcuni ristoranti del varesotto che si erano organizzati su Telegram per raccattare “clienti massoni”, sono piombate le telecamere di Striscia la Notizia. Il programma satirico di denuncia ha colto in flagrante camerieri senza mascherina (dicono di averla tolta per farsi riconoscere e sperare nella mancia), sommelier a tracannare vino e clienti con ancora linguine agli scampi in bocca.
E sulla brace… a troneggiare ancora vivo un pesce che, giustamente, protestava invocando il rispetto del DPCM che vieta che di sera i pesci finiscano arrosto in un ristorante. Ma di questi tempi nessuna pietà per nessuno, neanche per i pesci.

Ad una tavolata, in barba alla scaramanzia, c’erano 13 commensali, certamente brava gente, diciamo dei cristiani garbati che, davanti alle telecamere, nascondendosi dietro le mascherine (ecco a cosa servono davvero) si sono giustificati dicendo che per loro era l’ultima cena.

Amen.

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