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Short News

Short News 24 Novembre 2020

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Horeca: l’indagine Unioncamere

Da un’indagine effettuata da Unioncamere, presentata in una recente audizione in Parlamento, circa la possibilità di ripresa dell’attività su livelli analoghi a quelli pre-Covid, il 28% degli imprenditori Horeca ascoltati non ha potuto/saputo fornire risposta, mentre il 27% ritiene di poter recuperare i propri livelli produttivi “a partire dal 2021”, il 19% nel 2022, il 6% “solamente dal 2023 in poi. Il 5% ritiene che non tornerà mai più ai livelli pre-Covid, mentre vi è un 15% che non ha ridotto il proprio giro d’affari.

Riaprire a Dicembre

Anche alla luce di questi numeri, e dei dati pandemici che risultano stabilizzati, è cominciato il pressing verso Governo e Regioni delle varie associazioni che rappresentano gli operatori Horeca, gestori e distributori per poter riaprire i locali almeno nel mese di Dicembre. Un’operazione che, solo per bar e ristornati di Roma – stando a stime fatte da Confcommercio, Cna e Confartigianato – varrebbe almeno 250 milioni di euro di incassi. È questo per la sola Capitale, parametrando la somma all’intero mercato nazionale sarebbe una bella boccata d’ossigeno per tutto il settore, molto meglio dei ristori.

Nuova UNI per Birra Peroni

Birra Peroni lancia la nuova bottiglia vuoto a rendere e rinnova, in questo modo, il suo impegno verso l’ambiente. Le nuove bottiglie Peroni vuoto a rendere, anche chiamate “UNI” perché universali tra tutti i produttori di birra, si presentano con una distintiva veste grafica e, grazie alla presenza dell’icona del riciclo e l’utilizzo del colore verde, comunicano in maniera chiara e immediata al consumatore la sostenibilità di questo packaging molto resistente che può sostenere tra i 15 e i 18 riusi.

Vino italiano sempre Top

Appassionato, giovane e… donna, pronta a stappare anche fuori dai pasti. È l’identikit del consumatore protagonista della ripresa dei consumi di vino secondo i dati Wine Intelligence presentati al Wine2Wine di Veronafiere. L’analisi è stata compiuta esaminando i sei mercati chiave per il vino italiano: Stati Uniti, Germania, Regno Unito, Svezia, Canada, Australia e Cina. Altro dato interessante, i lockdown nei diversi Paesi non hanno fermato il trend decennale di diversificazione e aumento delle occasioni di consumo del vino italiano.

Opera Wine

Nonostante la pandemia, dunque, il vino del nostro Paese all’estero è sempre fra i Top, merito anche della promozione e valorizzazione che compie Opera Wine l’esclusivo evento con la collaborazione fra Verona Fiere e la rivista americana Wine Spectator che permette agli operatori di tutto il mondo di conoscere i migliori 100 italiani. Quest’anno l’edizione è digital, ma l’interesse per le eccellenze italiane è sempre alto.

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