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Redazione
Parliamo di beverage dove i riscontri sul mercato italiano sono positivi, come è emerso in occasione dei recenti Stati Generali del Food & Beverage organizzati da Italgrob a Milano. Secondo i dati presentati da Circana, nel 2026 il mercato italiano delle bevande ha evidenziato una dinamica moderatamente positiva in termini di fatturato: +2,4% per i Distributori Bevande, +3,4% per i Cash&Carry e +1,4% nella GDO. Una performance sostenuta da un contesto particolarmente favorevole, caratterizzato da una stagione turistica molto positiva e da un’estate eccezionalmente calda, che hanno contribuito ad accelerare la domanda in numerose categorie Beverage. Dati positivi dove tuttavia la cautela in questi tempi decisamente ondivaghi fra crisi geopolitiche ed energetiche.
Cautela, quindi, anche perché sul settore beverage oltre alle crisi energetiche e geopolitiche non mancano questioni strettamente di settore legate a nuove burocrazie come il regolamento sugli imballaggi (noto come PPWR – Packaging and Packaging Waste Regulation) – che certamente andrà a creare ulteriori balzelli per i produttori e i distributori beverage. Ma sulla categorie delle bibite e soft drink non c’è solo la complicazione del nuovo regolamento sugli imballaggi, ci sta e resta sempre il problema della sugar tax che sarebbe molto penalizzante per la categoria, dovrebbe – il condizionale è d’obbligo (perché è stata rinviata già 8 volte) entrare in vigore il 1° gennaio 2027.
Ma in Germania la pensano diversamente: la sugar tax è molto probabile venga applicata. Il 14 ottobre il governo federale – dopo settimane di scontro nella coalizione – ha approvato il balzello a partire dal 1° luglio 2027. Le aliquote sono due: 26 centesimi al litro per le bevande con un contenuto di zucchero da 5 a meno di 8 grammi per 100 ml e 32 centesimi al litro da 8 grammi in su.
Sono colpite limonate (dalla cola all’aranciata), tè freddi, energy drink, nettari di frutta e anche sciroppi e concentrati zuccherati destinati alla ristorazione e ai consumatori. Esenti i piccoli produttori fino a 70.000 litri l’anno, mentre l’esenzione fino a 1 milione di litri dipende dal via libera della Commissione europea. Il gettito previsto dal ministero federale delle Finanze è di 690 milioni di euro nel 2027 e di 925 milioni nel 2028, e servirà a mantenere stabili i contributi dell’assicurazione sanitaria pubblica.
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