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Short News 16 Marzo 2021

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Senza più lacrime

L’ennesimo lockdown ha gettato nello sconforto gli operatori dell’Horeca. Una foto simbolo è quella della ristoratrice accovacciata con la testa sulle gambe nella cucina del suo ristorante. «Sono senza lacrime. Senza forze, senza più dignità», scrive nel suo post, Un commento amaro che riflette lo stato di prostrazione nel quale è precipitato il settore. Le proteste montano in tutta Italia, sarà un marzo di passione, Pasqua compresa.

Horeca in saldo

La crisi che ha messo in ginocchio l’Horeca spalanca di fatto le porte al malaffare, una situazione incresciosa già da tempo denunziata da Horeca Channel Italia e che ora trova, purtroppo, conferma nel blitz della Guardia di Finanza di Siena che ha sequestrato 14 milioni di euro, somme provenienti dall’estero e destinate ad acquistare, a prezzi di saldo o forse di strozzo, bar e ristoranti nei centri di città come Siena, Firenze, Roma e Milano.

Ristoranti no, mense sì

Servire i clienti al tavolo, nonostante il ristorante sia in zona arancione o rossa e senza rischiare multe? Basta trasformarsi in mensa, firmando un contratto con un’azienda che dichiara di aver bisogno di far mangiare i propri dipendenti. Questo perchè i DPCM con le restrizioni anti contagio, compreso l’ultimo firmato da Mario Draghi, consentono esplicitamente di continuare a svolgere le attività di “mense e catering continuativo su base contrattuale” a patto che siano rispettate la distanza di sicurezza e le eventuali linee guida locali.à

#iostoconibirrai

#iostoconibirrai e lo slogan con il quale oltre 50 birrifici artigianali italiani scrivono al Governo firmandosi “gli artigiani delle birre” per denunciare il grave stato di crisi in cui versano a causa del Covid. I produttori di birre artigianali, nell’ultimo anno, registrano cali di fatturato di oltre il 90% e lamentano di non aver ricevuto alcun ristoro durante il periodo pandemico, se non esigue cifre nei primi mesi. È d’uopo ricordare che, per i piccoli birrifici artigianali, l’unico canale di sbocco sul mercato è l’Horeca.  

Vino: bene l’export

Tiene l’export italiano di vino nel 2020, che recupera ancora nell’ultimo trimestre e riduce le perdite a valore a -2,3%, per un corrispettivo di 6 mld e 285 mio. Molto meglio di Francia e Spagna che chiudono l’anno del Covid rispettivamente a -10,8% (a 8,7 miliardi di euro) e a -3,2%. Dati questi che consentono all’Italia di riprendersi la leadership mondiale di esportazioni a volume con oltre 20,8 milioni di ettolitri. Lo rilevano Ismea e Unione Italiana Vini (UIV), che hanno elaborato i dati Istat relativi alle esportazioni di vino nei 12 mesi del 2020.

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