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Redazione
Pubblicata la prima edizione dell’Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale, realizzato da Nomisma in collaborazione con Percorsi di Secondo Welfare. Lo studio offre un quadro completissimo relativamente alle attività commerciali di vicinato, un settore che non se la passa molto bene: in un decennio – evidenzia lo studio – sono scomparsi oltre 86.000 negozi di vicinato, la ristorazione, però – è questo il dato che ci interessa – si afferma come l’unico comparto in decisa controtendenza: tra il 2015 e il 2025 le unità locali sono cresciute del +26,2% e gli addetti del +69,4%, aggiungendo oltre 55.000 esercizi alla rete nazionale. Una rete nazionale che oggi che ha superato le 350.000 unità.
Numeri al rialzo anche per quanto concerne la crescita dei ricavi nel periodo 2015-2024 per i ristoranti sono cresciuti del 54,6% per il bar del 51,2%.
Tutto bene quindi?
Anche no, il mondo bar ad esempio è parecchio in sofferenza per lo meno per quanto concerne la numerica, negli ultimi dieci anni, sono stati più di 21.000 i bar hanno cessato l’attività e solo nel primo semestre 2025 il saldo tra aperture e chiusure è stato negativo per 706 unità.
Chi, invece, regge bene l’urto sono le catene di ristorazione commerciale, un settore in crescita moderata, ma costante, come ci conferma Massimo Barbieri, profondo conoscitore e advisor di importanti realtà del settore, al quale abbiamo chiesto anche di darci qualche informazione circa l’andamento del primo trimestre 2026, ascoltiamo:
«Come si è chiuso il primo trimestre del 2026? In base alle informazioni di cui sono in possesso, è stato un trimestre tutto sommato in linea con l’andamento del mercato della ristorazione nel 2025. È uscito da pochi giorni il report sulla ristorazione curato dall’ufficio studi della Fipe, anche l’anno scorso il comparto ha registrato una crescita costante, moderata ma costante, per ciò che vedo anche il primo trimestre è stato in linea. Va detto che è stato un primo trimestre iniziato meglio di come si è concluso per via della guerra in Iran. Le aziende grandi hanno continuato a crescere mediamente meglio di quelle piccole, anche in linea dicevo con l’andamento del 2025. Per fare un esempio fra i tanti, la CGR ha pubblicato i dati dell’anno scorso, ha chiuso con vendite a perimetro costante del +3% che è un bellissimo risultato. Interessante anche il fatto che continua a crescere il peso delle catene. Era del 10% nel 2024, del 10% nei primi tre trimestri dell’anno, ma nel report Fipe troviamo molto interessante il fatto che sia passata nel quarto trimestre dell’anno scorso all’11%. E chiudo questa breve risposta dicendo che recentemente ho letto una ricerca di Bain molto interessante che ci dice che, sia nel quinquennio che si è appena concluso, sia nelle previsioni per i prossimi 5 anni, sono i brand cosiddetti limited service restaurants che hanno registrato tassi di crescita in passato e registreranno tassi di crescita nei prossimi 5 anni migliori rispetto ai full service restaurants».
Prospettive interessanti per questi format, come ci conferma il nostro esperto al quale una seconda domanda è d’obbligo:
Quali nuove insegne si affacceranno sul mercato del fuoricasa italiano in questo 2026?
«Il mercato italiano, anche se sta crescendo, lo dicevamo poco fa, abbastanza lentamente, ma costantemente, è un mercato molto attenzionato da brand stranieri. Ti do qualche esempio sia di aperture recenti, sia anche un paio di annunci di aperture che avranno luogo a breve. Beh, secondo me è interessante il caso di Street Smash Burger, che è una catena fondata da due giovani spagnoli ma fondata prima in Portogallo, poi arrivata in Italia, poi anche in Svizzera nell’arco di soli due anni hanno aperto 20 negozi, di questi 20 negozi, 6 li hanno già aperti qua in Italia, il primo a Milano nell’ottobre dell’anno scorso. È un bel programma di espansione, quello che hanno per il resto di quest’anno. Ha aperto Sushi Samba, dentro la Torre Velasca, sempre qua a Milano, un concept come fa intuire il nome che è di sushi, ma con una forte componente di experience brasiliana e ha giocato un ruolo importante la musica. Ha aperto un anno fa, poco più di un anno fa Popeyes che dai 17 negozi di fine 2025 vuole raddoppiare per quest’anno. Molti interessanti a mio avviso i casi di aziende indiane e cinesi. È arrivata dopo essere stata già presente in oltre 30 nazioni Saravanaa, cucina indiana. È arrivata dalla Spagna Dragon Kitchen, che è un concept di cucina cinese ed è arrivato un altro gruppo giapponese, già presente per l’appunto all’estero, che si chiama Romata Kan. Questo per quanto riguarda le aperture che hanno già avuto luogo. Te ne segnalo un paio di brand che stanno per arrivare. Uno è Wendy’s, oltre 5000 negozi nel mondo, quotata a Wall Street, ha annunciato già da qualche mese un piano di aperture che stanno per incominciare di 170 locali nell’arco di 10 anni. E chiudo con una chicca, ha fatto la prima apertura ma in realtà era un temporary store in vista delle prossime aperture definitive, Wingstop, un’azienda americana che ha avuto l’accortezza per far vedere che sta arrivando in Italia di fare l’apertura del suo temporary store qua a Milano durante le Olimpiadi, momento in cui Milano era un pochettino al centro dell’attenzione del resto del mondo. E quindi ricapitolando tra aperture recenti con piani di espansione ambiziosi e aperture già annunciate e dietro l’angolo, l’Italia si conferma un mercato interessante quando visto dall’estero con gli occhi di catene straniere. Io ti saluto, così come saluto gli amici che ci hanno ascoltato, ci sentiamo prestissimo».
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