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SIGEP 2026 consacra Brazzale nel mondo professionale
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Redazione
Il riconoscimento del modello e della gamma di prodotti da parte dei più grandi professionisti. L’apprezzamento per le due novità Nic e Mo, realizzate con il Brazzale Science Center. L’esperienza con Ciccio Vitiello al padiglione dedicato alla pizza.
“Nessun pasticcere può rinunciare al burro. Io ho scelto il Burro Fratelli Brazzale”. Questa frase, pronunciata dal maestro Ernst Knam durante SIGEP 2026, sintetizza con chiarezza un pensiero emerso più volte nel corso delle cinque giornate di manifestazione allo stand Brazzale. Sigep 2026 ha infatti rappresentato la conferma, da parte del mondo professionale, del percorso avviato da tempo dall’azienda e fondato sulla centralità assoluta del prodotto e della materia prima, prima ancora che sull’applicazione.
La partecipazione a SIGEP è stata un momento di confronto reale con il mondo professionale della pasticceria, della panificazione, della pizzeria e degli chef, un passaggio di verifica concreta del lavoro portato avanti negli ultimi anni su prodotto, ricerca e relazione con chi ogni giorno trasforma le materie prime in gesto tecnico. Le parole ascoltate da professionisti e maestri della cucina hanno raccontato i prodotti più di qualsiasi presentazione. Quando il burro è un ingrediente centrale – come accade in pasticceria – la scelta del prodotto diventa un percorso condiviso, che nasce dall’esperienza professionale e dall’utilizzo quotidiano; un lavoro costruito nel tempo, senza compromessi sulla qualità.
«Sigep 2026 è stata una consacrazione, per il nostro burro e il nostro modello. È possibile che noi stessi non avessimo compreso fino in fondo cosa avevamo tra le mani. E non lo dico per falsa modestia, ma perché certe cose non si pianificano: solo pochi anni fa sarebbe stato impensabile trovarsi in questo dialogo così stretto con artisti di tale calibro ed essere così apprezzata – come azienda e come prodotti – dal mondo professionale. In un certo senso, è stata una scoperta reciproca», spiega Roberto Brazzale, presidente di Brazzale spa, commentando i risultati ottenuti in fiera.
«Non abbiamo mai deciso di “entrare” nel mondo della pasticceria, né ci siamo messi a studiare quali fossero i bisogni dei pasticceri per costruire a tavolino una risposta. Abbiamo fatto un’altra cosa: lavorato per realizzare la massima espressione possibile del più nobile derivato del latte, senza compromessi: il burro. In questo senso dunque, non siamo stati noi a scoprire un settore. È stato il settore a scoprire il prodotto. Una dinamica sana perché è più facile che un grande chef o un grande pasticcere colgano fino in fondo le potenzialità di un prodotto rispetto a chi lo produce. Noi possiamo dire cos’è e come si comporta. L’interpretazione, l’oltre, non è compito nostro».
La presenza di Brazzale a SIGEP 2026 si è articolata in due presidi distinti. Da un lato lo stand nel padiglione Pastry & Bakery, luogo di confronto continuo con l’alta pasticceria e la panificazione; dall’altro lo spazio dedicato alla pizza con Vanvitiello per Brazzale.
Un riconoscimento condiviso
Allo stand Brazzale, il confronto si è sviluppato attraverso un calendario fitto di incontri, demo e dialoghi che hanno coinvolto alcuni dei protagonisti più autorevoli della scena internazionale. Tra questi Ernst Knam, Iginio Massari, Franco Pepe, Damiano Carrara, Antonio Bachour, insieme a professionisti come Giuseppe Daddio, Aniello Di Caprio, Andy Luotto, David Vidal, Ian Matthew Baker, Emily Köhler, Günther Koerffer, e molti altri protagonisti della pasticceria, della panificazione e dei grandi lievitati. Non una sequenza di presenze, ma una convergenza di sguardi professionali che ha attraversato linguaggi, scuole e sensibilità diverse. Qui tutta la gamma dei prodotti Brazzale, pensati come massima espressione della materia prima, ha trovato, nelle mani dei professionisti, la sua piena realizzazione.
Momento centrale della presenza a SIGEP WORLD 2026 è stato il convegno
“I segreti dei maestri. Il prestigio della cucina italiana in cinque storie”, che ha visto confrontarsi alcuni dei professionisti insigniti del titolo di Maestro dell’Arte della Cucina Italiana dalla presidenza del Consiglio, nell’aprile 2025: Iginio Massari, Maestro per l’Arte della Pasticceria, Piercristiano Brazzale, Maestro per l’Arte Casearia, Maria Francesca Di Martino, Maestro per l’Arte Olivicola, Carlotta Fabbri, Maestro per l’Arte della Gelateria.
Un premio che ha riconosciuto il percorso compiuto negli ultimi anni con la rivoluzione del Burro Fratelli Brazzale e che ha restituito a una azienda italiana la preferenza dei più grandi cuochi e pasticceri in materia di burro, vincendo la sfida con altri importanti paesi produttori europei.
Vanvitiello per Brazzale
Vanvitiello per Brazzale è stato lo spazio del food truck dipinto a mano che porta la pizza e altri panificati di Ciccio Vitiello e della sua Cambia-Menti fuori dai luoghi convenzionali, realizzato insieme a Le 5 Stagioni, brand Agugiaro&Figna dedicato al mondo della pizza. Un ulteriore passo di Brazzale in questo ambito professionale, dove già è protagonista, soprattutto con Gran Moravia, e al quale sono dedicate due novità presentate in fiera. Per cinque giorni, Vanvitiello ha sfornato a ciclo continuo utilizzando i prodotti Brazzale – dal Burro Fratelli Brazzale a Gran Moravia, fino alle novità Nic e Mo – servizio dopo servizio.
L’apertura dello spazio Vanvitiello per Brazzale è avvenuta con un gesto simbolico: il taglio di una forma di Gran Moravia realizzata personalmente da Ciccio Vitiello nel 2023, durante un viaggio alla scoperta della filiera Brazzale, in Repubblica Ceca. Una forma unica, firmata dallo stesso Vitiello, che rende visibile un percorso condiviso tra prodotto, ricerca e lavoro sul campo.
Concentrati di potenzialità: Nic e Mo
Queste giornate hanno acceso grande curiosità e interesse anche attorno a Nic, la crema tecnica multifunzione, e Mo, il prodotto innovativo per la pizza: due novità sviluppate grazie al Brazzale Science Nutrition&Food Research Center, capaci di generare confronto, domande e tante golose prove tecniche sul campo. Nic e Mo nascono come concentrati di potenzialità offerti ai professionisti.

Nic – New Idea Cream è una crema tecnica multifunzione a base lattiero-casearia per l’uso professionale in pasticceria, panetteria e pizzeria. Migliora struttura e crescita degli impasti, contribuisce alla regolarità del risultato, conferisce aroma e sapore e svolge una funzione legante. Non impone un modello: accompagna il gesto tecnico.
Mo è il prodotto innovativo per la pizza realizzato con formaggi a pasta dura e filata, sviluppato grazie a un uso intelligente del siero di latte. Fonde in modo regolare, fila in maniera controllata e mantiene equilibrio in cottura, senza solidificare a fine cottura. Affidabilità e controllo, in contesti diversi.
Il burro come origine
«Tutto è cominciato con il Burro Fratelli Brazzale. Non c’era un utilizzo in testa, non c’era un risultato da ottenere. C’era solo l’idea di fare la rolls-Royce del burro, senza compromessi. Poi è successo qualcosa che non avevamo previsto: il prodotto è andato ben oltre la dimensione tradizionale del nostro lavoro, oltre il retail, ed è stato riconosciuto prima ancora dai professionisti che da noi», precisa Brazzale. «Realizzare il miglior burro possibile sul mercato ha significato partire dal latte, selezionando il migliore possibile perché il burro è il prodotto lattiero-caseario che più di ogni altro ne concentra il valore: servono circa 22 litri di latte per ottenere un chilogrammo di burro. Un dato che spiega quanto il latte sia determinante e quanto il burro ne sia l’espressione più esigente».
Nella considerazione del mondo professionale, al Burro Fratelli Brazzale si è subito aggiunto Gran Moravia, molto apprezzato per la sua caratteristica dolcezza. Poi sono arrivati i burri da latte, il Burro delle Alpi Pro Senza Lattosio, il BurroAroma, Burro delle Alpi Pro a basso contenuto di sodio con Levosod Pro e le novità 2026: Nic e Mo.
Brazzale spa
Brazzale spa è la più antica impresa lattiero casearia italiana, attiva senza interruzioni almeno dal 1784 (esistono documenti che attestano l’attività di famiglia già dalla metà del Seicento). La famiglia Brazzale originaria dell’altopiano di Asiago scende dal Monte di Calvene a Zanè nel 1898 per avvicinarsi a Thiene, importante centro di mercato e di logistica ferroviaria. Negli anni 20 del Novecento costruisce il primo burrificio industriale con macchine confezionatrici e celle frigorifere, utilizzate anche dagli ospedali del comprensorio. Tra le due guerre, la famiglia Brazzale, che ha depositi a Roma e in Istria, oltre alla storica produzione di burro che prende il marchio Burro delle Alpi, inizia la stagionatura e commercializzazione dei formaggi grana piacentini e lodigiani, che per prima inizia a produrre nel Veneto da dopo la Seconda guerra mondiale. Nel 1954 fonda il Consorzio del Grana Padano e in quegli anni realizza il nuovo burrificio industriale di Zanè. Gli anni del boom economico sono incalzanti e nel 1968 la famiglia Brazzale realizza il grande caseificio da grana a Campodoro (Pd), con annesso allevamento suinicolo. Nel 1979 nasce il marchio Alpilatte per identificare la linea di prodotti UHT. Il comm. Giovanni Brazzale, patriarca novecentesco, è per molti anni presidente della Banca Popolare di Thiene. Mentre le attività crescono in Italia e all’estero, si susseguono le generazioni e all’inizio degli anni 2000 i fratelli Gianni, Roberto e Piercristiano Brazzale, nati e cresciuti a Thiene, prendono il controllo del gruppo realizzando un piano di internazionalizzazione in sintonia con le straordinarie opportunità offerte dai cambiamenti storici di fine ‘900. Dal 2000 danno il via al progetto Gran Moravia, in Repubblica Ceca, e al progetto “Ouro Branco-Silvipastoril” in Brasile. Nel 2002 realizzano la fusione delle attività industriali con la famiglia di Antonio e Roberto Zaupa di Monte di Malo, specialisti nelle paste filate. Il resto è storia recente. Oggi il gruppo impiega circa 900 addetti, dei quali la metà in Italia, il triplo rispetto al 2000. Raccoglie circa 250 milioni di litri di latte all’anno, produce circa 35.000 tonnellate di prodotti finiti, esportati in oltre 60 paesi nel mondo. Ha creato una propria catena di vendita al dettaglio di 25 negozi per 1,5 mln di clienti ed esercita l’attività in 10 stabilimenti tra Italia, Repubblica ceca, Brasile e Cina. Proprio di recente ha rafforzato la sua presenza nell’alto vicentino con l’apertura del magazzino robotizzato per Gran Moravia, il più grande impianto di stagionatura al mondo per questo tipo di formaggi; oltre al nuovo impianto di burri speciali di Cogollo del Cengio e al centro logistico di Marano Vicentino. Brazzale rappresenta un caso unico in Italia di azienda lattiero casearia fortemente innovativa, perfino rivoluzionaria, capace di espandere la propria catena produttiva fuori dalle corporazioni nazionali su scala internazionale mantenendo fortissimo radicamento e creazione di valore locali, con la creazione di nuovi prodotti evoluzione della tradizione. Nel 2011 ha creato la prima Filiera Ecosostenibile certificata, nel 2013 quantificato per prima il Waterfootprint, nel 2018 ha raggiunto per prima nel settore la neutralità di carbonio grazie alla piantagione di 1,5 milioni di alberi sui propri terreni in Brasile. Nel 2021, prima azienda del settore, ha creato il dipartimento scientifico tecnologico Brazzale Science Center (BSC) assieme all’Università Statale di Milano. Grazie anche all’apprezzamento internazionale del modello Brazzale, il dr. Piercristiano, responsabile tecnologico del gruppo, è stato eletto nel 2020 presidente della Federazione Mondiale del Latte FIL-IDF, la prima volta per un italiano, ed è oggi membro onorario, mentre Gian Battista è presidente nazionale di Assocaseari.

