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Covid-19 cambia il modo di mangiare a casa e al ristorante

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I tempi senza precedenti che stiamo vivendo stanno portando a numerosi ripensamenti sul fronte alimentare. I consumatori odierni sono molto più sensibili rispetto a ciò che mangiano e sono interessati a conoscere la provenienza del prodotto e la sua preparazione. Una cosa poi è certa: con la diffusa convinzione, non si sa quanto vera, che Covid-19 abbia avuto origine in un mercato esotico di carne in Cina, c’è attualmente un massiccio ripensamento intorno a questo tipo di prodotti, mentre è schizzato alle stelle il consumo di ortofrutta.
La paura del contagio, poi, e dei contatti umani sta cambiando il modo di consumare cibo. Recenti studi consentono di tracciare alcune previsioni che potrebbero essere indicative di tendenze in arrivo nel prossimo futuro. Un recente sondaggio di Technomic conferma che il 32% degli adulti ha in programma di mangiare nei ristoranti con meno assiduità, a causa delle preoccupazioni che Covid-19 ha generato. Con molti ristoranti chiusi e gli scaffali dei supermercati presi d’assalto, ma soprattutto con le crescenti preoccupazioni per la sicurezza alimentare, la cucina casalinga è tornata prepotentemente di moda. L’alimentazione sana e biologica diventerà sempre più importante.
Le performance di marzo di aziende alimentari biologiche come Nourish Organics, che ha registrato un aumento delle vendite di circa il 30% e l’aumento della domanda di consegna di scatole di ortaggi biologici, sono la prova di questa tendenza in atto. Gli studi hanno anche dimostrato che i consumatori desiderano alimenti preconfezionati. Anche tra coloro che sanno che non c’è trasmissione di coronavirus dal cibo, c’è preoccupazione per la sicurezza alimentare, che si è estesa anche all’interno delle mura domestiche. I consumatori infatti vorranno anche limitare la loro esposizione alla folla, il che aumenterà ulteriormente la domanda di acquisti online.
Secondo Yelp, la domanda di consegna è aumentata del 135%, aspetto che sarà mitigato dalle preoccupazioni in materia di sicurezza alimentare. Con tutti questi cambiamenti in atto, almeno per il momento, sembra che i più grandi perdenti nel settore alimentare saranno ristoranti, stand gastronomici e venditori di street food, a meno che non siano in grado di offrire cibo, riducendo al minimo i punti di contatto. Insomma, gli imprenditori dovranno compiere un enorme sforzo per soddisfare le esigenze dei consumatori nella fase post pandemica. E ci vorrà anche molta fantasia e immaginazione per creare nuovo business e trovare nicchie di mercato.

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