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Redazione
Mondo beverage sotto pressione per effetto dell’aumento dei prezzi delle materie prime, sotto scacco ovviamente anche i produttori, molto preoccupati per quanto accade ai materiali da imballaggio come vetro, alluminio e plastica e, sulla plastica, raccogliamo la dichiarazione di Ettore Fortuna, Vicepresidente e consigliere delegato Mineracqua:
«Le nostre aziende hanno ricevuto richieste di aumento dai fornitori di plastica per bottiglie, tappi, termoretraibile, il film, del 30% su contratti già in essere o in fase di perfezionamento, definite in queste lettere come surcharges. Questo è un esempio di speculazione che avrà sicuramente effetti inflattivi perché un aumento così importante, che a valore vale dai 200 ai 250 dollari per tonnellata, non potrà essere totalmente internalizzato nei nostri costi e quindi sarà ribaltato sul prezzo al consumatore e quindi andremo ad alimentare quell’inflazione che con grande cura, attenzione tutto il paese ha cercato di ridurre ed è oggi abbastanza contenuta a livello europeo nell’1,6-1,7%».
Oltre alla plastica, in allerta anche i produttori di vetro, materia che incide non poco nel settore beverage. Le vetrerie – l’Italia è leader in Europa – ogni anno consumano 660 milioni di metri cubi di gas naturale e con il costo del gas – che alla borsa di Amsterdam è passato da 30 a 50 € per megawattora – i costi delle bottiglie sono oggi un grosso problema. Tanto per capire, in Francia i produttori di bottiglie per vino hanno già trasferito ai clienti rincari del 30%. Questo leggiamo da un comunicato di Assovetro la quale specifica che le vetrerie non possono interrompere i cicli produttivi perché i forni funzionano in continuo, e ogni aumento del prezzo del gas si riflette direttamente sui costi di produzione di bottiglie, vasetti e flaconi.
C’è poi anche il problema alluminio, metallo insostituibile per l’industria europea delle lattine per bevande, che produce miliardi di pezzi l’anno per birra, energy drink e bevande analcoliche. Gli aumenti più veloce della luce sono già in circolo specie all’estero la Brewers Association of India, che rappresenta Heineken, AB InBev e Carlsberg, ha comunicato aumenti di costo del 12-15% e segnalato possibili riduzioni di fornitura di lattine in alluminio. Stessa infausta sorte anche per i fertilizzati prodotti più che preziosi per le produzioni agricole, da dove poi tutto parte.
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