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Parma, a Cibus Forum una strategia per la filiera agroalimentare

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Dalla transizione alla trasformazione, come reagire ai nuovi scenari aperti dall’emergenza Covid-19. Ne parleranno i protagonisti della community al Cibus Forum, che si terrà i prossimi 2 e 3 settembre nel quartiere fieristico di Parma. La piattaforma Cibus ha sempre rappresentato un momento di riflessione e condivisione accompagnando la community agroalimentare durante tutto l’anno e non solo in occasione della manifestazione fieristica.
La gravità della crisi attuale necessita però di un confronto più approfondito, per questo Fiere di Parma, in collaborazione con Federalimentare, ha organizzato “Cibus Forum – Food&Beverage e Covid: dalla transizione alla trasformazione”. Gli ospiti saranno accolti in un quartiere fieristico con un sistema di gestione accessi volto a garantire la sicurezza e la salute dei visitatori secondo i più alti standard di safe & security. L’evento sarà fisico, ma trasmesso anche in diretta streaming per consentire anche a buyer e retailer esteri di assistere ai lavori.
Accanto alle sessioni di discussione ci sarà anche un’area espositiva dove aziende food e food technologies presenteranno agli operatori le ultime novità del settore. E, infine, un’area lounge e uno spazio innovazione. Obiettivo del Forum è quello di contribuire a una strategia globale che riesca a far crescere i consumi alimentari domestici, come pure l’export. Tanti i nodi da sciogliere: che tipo di innovazione produttiva, come finanziare gli investimenti, decifrare le nuove abitudini e le reali capacità di spesa dei consumatori, intercettare la domanda di prodotti sostenibili, individuare i trend dei canali di vendita (horeca, e-commerce, grande e piccola distribuzione) e altro ancora (https://cibusforum.cibus.it/)
“L’idea è confrontarsi per accelerare una normalizzazione dei processi di produzione, distribuzione, somministrazione che sia premessa per un rilancio dei consumi interni e una rapida ripresa dell’export – ha dichiarato Antonio Cellie, ceo di Fiere di Parma –. Con crescita qualitativa tra fornitori e trasformatori, semplificazione e ottimizzazione negoziale e distributive on site e on line, passaggio dal green-washing al green-saving, valutazione e gestione oggettiva del rischio sanitario. Questi e molti altri sono i temi di Cibus Forum che, in quanto preview di Cibus 2021, non poteva essere solo digitale e non avere una ricca e interessante sezione espositiva con le best practice del Made in Italy alimentare e meccano alimentare”.
Sulla rilevanza dell’evento per l’intera filiera, Ivano Vacondio, Presidente di Federalimentare, ha sottolineato: “Sarà l’occasione per confrontarci a qualche mese dalla ripartenza e quindi un momento strategico per tutto l’agroalimentare. Faremo il punto sulla situazione dell’Horeca, da cui dovranno ripartire i nostri consumi interni su cui è arrivato il momento di fare un ragionamento serio: non possiamo più permetterci il loro stallo”.
Le quattro sessioni di Cibus Forum sono articolate su uno schema che prevede relazioni di istituti di ricerca, illustrazioni di case history, tavole rotonde con i principali attori della filiera agroalimentare. Il programma di incontri si sta consolidando in queste ore, con la partecipazione di nomi autorevoli del settore e delle istituzioni.
Il primo giorno, Cristina Alfieri del Gruppo Food, inaugurerà il Forum moderando una sessione dedicata al cambiamento dei consumi post covid -19, con la partecipazione di Federalimentare, Federdistribuzione, Food & Drink Europe e Ice Agenzia, intitolata “Consumi e nuovi valori: L’impatto del Covid-19 sulle abitudini dei consumatori. Quali prospettive e quali opportunità?”. Nel pomeriggio Debora Rosciani, di Radio 24, coordinerà la sessione “Salute e sicurezza: la riorganizzazione dei luoghi di lavoro e di consumo”.
L’eurodeputato Paolo Di Castro, invece, condurrà la sessione di apertura del 3 settembre, con “Come si modificano i rapporti di filiera: valenza strategica e prospettive future per l’agroalimentare”, dedicata all’impatto del contagio sulla filiera agroalimentare per individuare strategie di successo e misure che rafforzino la catena produttiva. L’incontro della mattinata sarà completato da un panel di discussione su l’interpretazione del progetto europeo “Farm to Fork” per un adeguamento realistico della filiera alla rivoluzione verde, con rappresentati dell’industria e istituzioni. Nel pomeriggio, a chiusura della due giorni di lavoro, l’on. Alfonso Pecoraro Scanio sarà moderatore della sessione “Ripartire bene: la sostenibilità e l’innovazione come risposta all’emergenza” dedicata all’ambiente e al potenziale della sostenibilità come driver della ripresa del settore.
Un tema trasversale alle 4 sessioni sarà quello dell’export del food&beverage italiano all’estero, un’incognita rilevante come ha ricordato Anna Flavia Pascarelli, Manager Food&Beverage Division di ICE: “I tempi della ripresa dell’export dipenderanno dall’andamento della pandemia, che oggi comprime significativamente le nostre esportazioni su diversi mercati. Confidiamo, perché in qualche caso lo abbiamo già verificato, che non appena un Paese si avvia alla ripresa dell’attività, la domanda di prodotti italiani si rianima. Oggi il primo mercato target è quello europeo, ma osserviamo con attenzione anche quello asiatico e l’America del Nord”. 

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