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Redazione
Le Olimpiadi Milano-Cortina, appena concluse, sono state indubbiamente un successo per il nostro tricolore: battuto il record di medaglie, siamo fra le nazioni più forti al mondo negli sport invernali. Ma in occasione dei giochi, oltre che per i nostri fantastici atleti, ci sono stati tanti applausi anche per il re delle nostre bollicine: il prosecco, che del resto praticamente giocava in casa, nella sua terra di nascita e di elezione: il Veneto. Pertanto Olimpiadi e Prosecco si sono rilevati un connubio assolutamente vincente.
Ma come è andata per il mercato dei consumi fuori casa nelle città e nei territori nei quali hanno avuto luogo le gare olimpiche? Dai dati Revolut leggiamo che, contrariamente alle previsioni di rincari e impennate di costi, la spesa media per hotel e strutture ricettive a Milano “è rimasta sostanzialmente invariata”. Le persone hanno speso circa 70 euro “a utente”.
Un trend simile si osserva nel settore della ristorazione: nonostante l’afflusso di visitatori internazionali, la spesa media per transazione in ristoranti e bar non ha subìto variazioni di rilievo. Quindi, a Milano ristoratori e baristi non hanno fatto i furbetti, onore al merito. Niente merito invece per i negozi milanesi di articoli sportivi, con spese per utente aumentate del 15% rispetto allo stesso periodo del 2025. Lo certifica sempre Revolut.
Olimpiadi e curiosità food & beverage: nei villaggi olimpici si sono serviti milioni di pasti, ma i nomi delle società di ristorazione e dei marchi usati in cucina, tra sponsor in esclusiva e accordi di riservatezza sono rimasti segreti.
Cosa hanno mangiato gli atleti?
Il loro gradimento in assoluto è andato nell’ardine a pizza, pasta, mozzarelline, cannelloni, tortino di cioccolato, polenta. Ma le ricette preparate dagli chef sono state decine e decine. Tre le società di ristorazione che hanno gestito i ristoranti dei villaggi di Milano, Cortina e Predazzo. Ma non è dato sapere chi sono. Nemmeno pubblici e noti i nomi dei cuochi che hanno nutrito gli atleti, praticamente hanno lavorato in incognita, ne tantomeno i cuochi hanno potuto appuntare sui loro camici e grembiuli marchi di aziende. Accordi di riservatezza ferrei e accesso alle sale mensa pressoché impossibile.
Spazio a go go invece, ovviamente per gli sponsor (paganti) che ricordiamolo che nel settore food & beverage sono stati: Coca-Cola, Corona Cero, Mengniu, Esselunga, Grana Padano, Herbalife, IDM Alto Adige, Prosecco Doc, Trentino Marketing e Valtellina Taste Of Emotion.
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