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Redazione
Torniamo a parlare di vino e degli eventi dedicati ad esso come il Wine Paris, in programma al Paris Expo Porte de Versailles da lunedì 9 a mercoledì 11 febbraio. L’edizione di quest’anno dovrebbe attirare oltre 6mila espositori e più di 60mila visitatori, confermandosi come uno degli appuntamenti chiave con operatori provenienti da circa 155 mercati di tutto il mondo, tra cui tantissime aziende italiane.
Al Wine Paris l’Italia è il secondo Paese espositore subito dopo la Francia. Una delle principali novità del 2026 sarà Be No, un’area dedicata alle bevande analcoliche, con la presenza di brand leader con Be No Talks da 45 minuti per discutere i temi più caldi del comparto no-alcol.
Sul mercato italiano, in tema di vino, è interessante analizzare il grado di conoscenza e percezione che il consumatore ha nei confronti del nettare di Bacco: lo studio è di Wine Market Council, condotta online nel novembre 2025 su un campione di circa 1.500 persone, che include anche 305 “non consumatori di vino” (cioè persone che hanno dichiarato di berlo raramente o per nulla).
Una prima evidenza, frutto della ricerca, riguarderebbe la riduzione dei consumi, dove una quota significativa degli intervistati dichiarerebbe di bere meno alcol rispetto agli anni precedenti, ma solo una minoranza di questi (20%) collegherebbe la riduzione del consumo a timori legati a malattie gravi, mentre il 46% degli intervistati dichiarerebbe di voler ridurre l’apporto calorico, il 39% di limitare lo zucchero nella dieta.
Da parte del consumatore la richiesta di trasparenza rappresenterebbe un ulteriore elemento centrale. Alla domanda: “Quali informazioni inciderebbero maggiormente nella scelta di un vino?”, gli intervistati indicherebbero come prioritarie (oltre a marca, annata e Regione), quattro voci specifiche: contenuto alcolico, elenco degli ingredienti, contenuto di zucchero e calorie per porzione. Nel complesso, l’indagine non restituirebbe l’immagine di un rifiuto del vino, né di una sua perdita di legittimità rispetto ad altre bevande alcoliche, piuttosto, metterebbe in luce un insieme di convinzioni non sempre coerenti, in cui attenzione alla salute, paura dello zucchero, richiesta di trasparenza e difficoltà sul piano del gusto convivrebbero. È in questa zona di frizione, più che nei numeri assoluti dei consumi, che sembrerebbe collocarsi oggi una delle sfide principali per il mondo del vino.
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