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Redazione
Spazio alla formazione nel settore Horeca, un fattore decisivo per affrontare le sfide di un mercato sempre in evoluzione e sempre più competitivo.
Le iniziative non mancano e cominciamo con il segnalarvi l’Executive Programme in Horeca Business organizzato dalla Luiss Business School in collaborazione con l’Associazione AFDB ed il supporto della Federazione Italgrob.
L’executive è uno specifico percorso formativo per i professionisti del settore bevande, progettato per elevare le competenze strategiche delle aziende di distribuzione Horeca; i corsi e l’agenda sono in fase di messa a punto.
Sempre sul tema formazione, al via a marzo Horeca Workshop, il corso per ideare, progettare e realizzare locali di successo nel food retail. A organizzarlo – dal 27 al 29 marzo 2026 – è la Milano Business School. Si tratta di un corso avanzato dedicato ad architetti, progettisti, contractor e imprenditori dell’Horeca che unisce una formula intensiva a contenuti concreti. Punto di partenza del corso sono le nuove esigenze del fuoricasa, alla luce delle mutate abitudini dei consumatori che, per interpretarle al meglio, diventa essenziale saper unire le competenze dall’architettura al marketing, passando per il design. Tre giorni di lezioni in presenza a Milano, con il supporto di docenti specializzati e professionisti di esperienza internazionale su tematiche come l’evoluzione dei consumi, l’illuminazione dei locali, la scelta dei materiali, ecc. A integrare le lezioni, infine, visite guidate in alcuni locali pubblici selezionati per le loro scelte progettuali e di marketing.
Ma la formazione nel fuori casa non può essere solo sulle spalle del privato, consulente formatore o azienda che sia, anche il pubblico, la scuola nazionale può e deve fare di più, per questo riteniamo calzante l’idea lanciata da Italia a Tavola: trasformare l’istituto alberghiero in “liceo dell’accoglienza”, una proposta che ha già raccolto consensi trasversali nel mondo Horeca: per Solidus, Fipe, Ehma, Noi di Sala, Fic e Chic è una leva per ridare appeal al percorso formativo e riportare studenti e famiglie verso una filiera centrale per economia e turismo.
Una proposta che si rifà al modello francese del Lycée Hôtelier (in italiano, liceo dell’hotellerie). Un riconoscimento doveroso al mondo del fuoricasa anche per evitare che venga considerato un percorso formativo di secondo livello. Ma oltre al cambio del nome, bisogna entrare nella sostanza: programmi in linea con l’evoluzione di questo settore e, soprattutto, maggiori risorse da parte dello Stato e un più stretto e fattivo interscambio fra mondo della scuola e mondo del lavoro, che ne ha bisogno.
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