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Agroalimentare italiano vale 540 mld di euro

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Nei prossimi mesi ci attendono tre importanti appuntamenti fieristici dedicati al food & beverage, vetrine fondamentali per l’agroalimentare made in Italy che vale oltre 540 miliardi di euro e che rappresenta circa il 25% del PIL italiano (dati Istat), quindi, un comparto che val bene una fiera, anzi più di una.

Il primo appuntamento d’obbligo per produttori, distributori, ristoratori e wine lovers è la 55ª edizione di Vinitaly a Verona: tante le novità fra le quali un’apposita area dedicata alla Mixology e all’arte di creare cocktail sperimentando, attraverso la miscelazione di alcolici e bevande a integrazione di vino o distillati.

Anche il mondo del vino, dunque, apre le porte al “mixologist” considerato un artista della sperimentazione del gusto, in grado di riprodurre e creare esperienze sensoriali uniche attraverso i suoi drink. A tal proposito, torniamo a parlare di Shakerando, il nuovo format online di Horeca Channel Italia – molto apprezzata la prima puntata, – e per chi non avesse avuto ancora modo di vederla, il video è on demand sul nostro canale YouTube del canale di HCI.

Da Vinitaly a Tuttofood, a Milano Fiera dall’8 all’11 maggio sulla ribalta novel food e tradizione con un occhio al consumo consapevole. Gli organizzatori promettono una kermesse vocata al green.

Spazio ai prodotti di nicchia al seafood sostenibile, dai nuovi orizzonti della pasta alla frutta conservata “green”.

Insomma la vera innovazione, oggi più che mai, per essere considerata tale deve essere sostenibile. Lo sanno bene i produttori: ormai non solo le grandi multinazionali, ma anche le aziende medio-piccole comprendono e mettono in pratica principi di responsabilità sociale e ambientale.

La direzione per il mondo food&beverage non può che essere questa. Il tema del “no waste” riguarda da vicino realtà produttive e consumatori ed è proprio dai dati raccolti da TUTTOFOOD che emerge una realtà dai contorni allarmanti: ad oggi gli sprechi alimentari potrebbero sfamare oltre 1,26 miliardi di persone l’anno. Infatti, si produce abbastanza cibo per sfamare tutto il pianeta, ma occorre una migliore gestione delle risorse naturali da attuarsi con un importante lavoro di integrazione, cioè rafforzare la collaborazione tra gli attori della filiera (produttori, fornitori e distribuzione) per ottimizzare la pianificazione di produzione e approvvigionamento, soprattutto guardando agli obiettivi dell’Agenda 2030.

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