Dal recente comunicato di Unioncameere leggiamo che, relativamente all’occupazione nel settore Horeca e all’ospitalità, per il solo mese di ottobre si cercano almeno 94000 addetti.
Un dato che spalmato sull’ultimo trimestre dell’anno, quello che porta al clou di Natale e Capodanno, aumenta a un totale di un milione e 350.000 lavoratori di cui una buona parte per i servizi di alloggio e ristorazione e i servizi turistici. In generale, quindi, il rilevamento del Sistema di monitoraggio Exlcesior in collaborazione con il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali offre dati positivi per il mese di ottobre rispetto al calo registrato a settembre.
La difficoltà di reperimento scende al 43,6% delle entrate previste. Scende, ma resta pur sempre un dato più che preoccupante. Per i giovani lavorare nella ristorazione non è particolarmente entusiasmante, ma in che modo coinvolgerli?
Ecco 8 concreti suggerimenti… 1. Rendere gli orari di lavoro più funzionale alle esigenze dei giovani, Molti giovani rinunciano alla ristorazione per i turni spezzati, il lavoro fino a tarda notte e la difficoltà di organizzare la propria vita e far capire che il lavoro può convivere con la vita privata. 2. Offrire un percorso di crescita visibile quindi non un lavoro temporaneo senza prospettive, ma una professione con possibilità di carriera. 3. Trasformare il lavoro in una competenza moderna Presentare la ristorazione come un mestiere specializzato, non come un semplice lavoro di fatica oltre che a imparare competenze spendibili anche in futuro. 4. Creare un ambiente dove sentirsi rispettati, ascoltati e parte di una squadra. 5. Dare autonomia e spazio alla creatività coinvolgere i giovani nelle decisioni anziché limitarsi ad assegnare ordini, ovvero farli sentirsi protagonisti e non semplici esecutori. 6. Rendere chiara la retribuzione Non pubblicare offerte vaghe come «stipendio da concordare» se è possibile essere più trasparenti la convenienza economica deve essere comprensibile fin dall’inizio. 7. Andare a cercare i giovani nei luoghi giusti quindi collaborare con istituti alberghieri, scuole professionali e centri di formazione. 8. Comunicare il lavoro in modo diverso, gli annunci tradizionali spesso raccontano soltanto ciò che l’azienda pretende, dovrebbero spiegare invece anche ciò che offre, in buona sostanza, offrire una visione dove anche il giovane lavoratore si senta coinvolto.
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