Oggi parliamo di un tema molto discusso e dibattuto nel mondo del Food & Beverage, quello dell’aumento dei prezzi al consumo, fenomeno che riguarda sia il mercato del fuoricasa che quello dei consumi domestici. Il Fatto Quotidiano elaborando i dati ISTAT ha rilevato che, in cinque anni i prezzi degli alimenti e delle bevande analcoliche in Italia sono aumentati complessivamente del 29,5%, superando di oltre otto punti il 21% registrato nello stesso periodo dall’indice generale dei prezzi al consumo. Una criticità che a quanto pare non riguarda solo l’Italia le cui cause principali sono legate ad un fattore ben preciso…
«Perché quando fate la spesa i prezzi aumentano sempre di più? Beh, la colpa è anche della climateflation, ovvero l’aumento dei prezzi, soprattutto dei beni alimentari, a causa del riscaldamento globale e degli eventi climatici estremi. È semplice: siccità, incendi, alluvioni e ondate di calore dimezzano il raccolto e quindi diminuiscono il prodotto da vendere. Il problema è che la gente da sfamare rimane la stessa e quindi i prezzi vanno alle stelle. Ma il dato preoccupante è questo: secondo la BCE, entro il 2035 questi eventi climatici potrebbero portare i prezzi ad aumentare fino al 3% all’anno».
Sempre dall’articolo de Il Fatto Quotidiano relativo agli aumenti emerge che per il settore Horeca, uno dei dati più rilevanti riguarda la categoria che comprende ristoranti e strutture ricettive, i cui prezzi sono aumentati del 27,4% nello stesso quinquennio 21-26. Va detto che gli indici considerati misurano i prezzi pagati dai consumatori e non i costi di approvvigionamento sostenuti dai locali Horeca e altre attività del fuori casa. Il +27,4%, inoltre, riguarda una categoria che comprende sia la ristorazione sia i servizi ricettivi. Non consente quindi di stabilire quanto siano aumentati i prezzi nei soli pubblici esercizi, né di ricostruire l’andamento dei margini delle imprese. Questo per dire che non è possibile stabilire con certezza quale anello della filiera abbia calcato maggiormente la mano sugli aumenti.
Per le imprese Horeca va detto e lo abbiamo più colte ribadito, la questione non si esaurisce nel trasferimento degli aumenti sul menù. Un rialzo dei prezzi può contribuire a recuperare una parte dei maggiori costi, ma deve confrontarsi con la capacità di spesa del cliente e con il valore che quest’ultimo attribuisce all’esperienza. Il fatto che i prezzi degli alimenti e quelli di ristoranti e strutture ricettive siano cresciuti più dell’indice generale segnala una pressione diffusa sui consumatori. Questi dati, tuttavia, non permettono di stabilire come sia cambiata la quota di reddito destinata alla spesa alimentare o al fuori casa.
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