Vinitaly, giornata conclusiva. Confermati i numeri attesi, soprattutto il numero dei 1.000 buyer internazionali provenienti da oltre 130 Paesi, segno che il mondo del vino, nonostante la complessità del momento a livello geopolitico reta sempre un attrattore formidabile.
Quello del vino italiano è un settore che vale l1% del PIL con una fatturato netto di 14 miliardi di euro, una crescita costante negli anni, ma che ultimamente vede l’export in sofferenza in special modo verso il mercato USA che è sempre stato per valore il mercato più importante. Ad accogliere i visitatori della 58ª edizione di Vinitaly quest’anno una bottiglia gigante, lunga trenta metri e alta dieci che reca sull’etichetta la scritta “Dentro c’è l’Italia”, perché in una bottiglia grande cento volte il normale che simbolicamente contiene i vitigni che caratterizzano i territori italiani da Nord a Sud.
Passerella di Ministri al Vinitaly, che hanno indicato come la strada maestra per la crescita del vino resti quella dei mercati internazionali, dopo Mercosur e India si punta a stringere intese con i mercati del Sud Est Asiatico. Presente anche il neo ministro al turismo Gianmarco Mazzi il quale ha dichiarato di puntare molto sull’enoturismo. Un comparto che già rappresenta un fatturato di oltre 3 miliardi e che è in costante crescita.
Le cantine italiane sono luoghi di benessere, quasi di wellness. La ricettività in cantina consente alle imprese di effettuare vendite dirette con minori costi e all’Italia di attrarre visitatori in aree nelle quale, senza il vino, non sarebbero andati consentendo così anche di differenziare i flussi rispetto alle grandi città. Vedremo quanti progetti – soprattutto sostegni – saranno disponibili dopo le dichiarazioni di rito.
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