Parlando di birra apriamo l’anno con una buona notizia: la nuova manovra governativa taglia il costo delle accise sulla birra per il biennio 2026-2027. È vero che si tratta di una variazione minima in valore assoluto, ma rappresenta un segnale politico di attenzione nei confronti di una categoria merceologica e verso una filiera che genera oltre 10 miliardi di euro annui di valore condiviso e contribuisce alla fiscalità generale per circa 4 miliardi di euro l’anno.
Un comparto che si caratterizza per un forte effetto moltiplicatore lungo la catena del valore: dall’agricoltura alla produzione industriale, fino alla distribuzione e al canale del fuoricasa, la birra rappresenta un ecosistema economico articolato che coinvolge più di 110.000 occupati tra diretti e indiretti. Ogni addetto alla produzione, secondo le stime del settore, attiva decine di posti di lavoro lungo la filiera. Il ritocco alle accise, anche se minino, è l’auspicio di una più rapida ripresa dei consumi che negli ultimi anni non hanno molto brillato.
Quello birraio è un comparto che, anche in altri Paesi europei, non regala più le soddisfazioni di un tempo. In Inghilterra e Galles – a causa del calo dei consumi – nel 2025 hanno chiuso permanentemente 366 pub, uno al giorno. Negli ultimi cinque anni sono scomparsi quasi 2.000 pub, passando da 40.617 a inizio 2020 a 38.623 a fine 2025. I dati sono della società di consulenza Ryan, pubblicati il 2 gennaio 2026. Sempre secondo gli analisti la situazione peggiorerà ad aprile 2026 con la rivalutazione delle imposte immobiliari commerciali (business rates). Si parla di aumenti che toccheranno anche il 30% e faranno malissimo. In Germania, altra patria della birra, i dati sono ancora peggiori.
Bene però le birre free alcol. La categoria è sempre più trendy, infatti, cresce di oltre il 10% l’anno, non solo in Italia ma anche in Paesi come la Germania. Certo, parliamo ancora di una nicchia, ma la crescita è sostanziosa e sostenuta in special modo dalla Generazione Z: per i giovani bere birra no alcol è una scelta di consumo più consapevole, sostenibili e orientata al benessere, una scelta sostenuta anche dall’evoluzione continua dell’innovazione di prodotto, che rende oggi questa opzione non solo salutare ma anche gustosa e apprezzabile. Per cogliere questa tendenza sono scesi in campo i big del comparto con proposte sempre più esclusive di qualità e altre novità sono previste in questo 2026. Buona birra a tutti!
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