In questa torrida estate italiana appena conclusa, la birra ha avuto un riscontro di vendite molto interessante come non si registrava da tempo, possiamo dire. Formind assegna un trend di 2 punti e 7 a settembre ’26 su settembre ’25, soddisfazione anche dalle associazioni di categoria come Assobirra come si conferma il presidente Federico Sannella:
«L’anno è iniziato lento, ma poi è andato bene, è cresciuto molto con un’estate molto calda, l’abbiamo vista tutti, quindi, un mercato della birra che è stato vivo e attivo. E anche gli ultimi dati, per il mese di settembre, ci danno una prospettiva di una chiusura di anno che andrà intorno al 2,5% di crescita a volume. Naturalmente però le criticità restano, perché intanto non bisogna sperare che questo caldo eccessivo continui per sempre, perché è anomalo, e quindi dobbiamo guardare all’anno prossimo vedendo i fattori reali del mercato. I fattori reali del mercato vedono un consumatore che sta cambiando le sue abitudini di consumo, un’inflazione importante che quindi sta riducendo la sua spesa, ma allo stesso modo anche un aumento dei costi nell’ambito della produzione, quindi un settore del mercato della birra che è sicuramente in criticità, malgrado un buon andamento dei volumi di mercato».
Una bella spinta ai consumi di birra la sta dando il no e low alcol, cosa ne pensa Sannella:
«Il settore no e low alcohol è partito anch’esso piano ed è cresciuto, adesso sta crescendo a doppia cifra. Siamo ormai arrivati quasi al 4% di quota di mercato nell’ambito del comparto birra. E questo è solo l’inizio dal nostro punto di vista, perché è un trend nuovo che vede coinvolti essenzialmente all’inizio forse una spinta del mondo della produzione, ma oggi abbiamo una domanda molto forte da parte dei consumatori. Per cui assolutamente sì, vedo un trend e un comparto in crescita, anche molto allineato con i nuovi trend di consumo legati al benessere e quindi a nuovi stili di consumo; per cui assolutamente il no e low alcohol avrà un futuro in crescita nei prossimi anni».
Sempre parlando di birra, l’Oktoberfest 2026 chiude con un nuovo record di visitatori che confermano la forza della grande tradizione birraria monacense e, allo stesso tempo, raccontano un pubblico sempre più ampio e curioso, interessato a vivere l’esperienza della birra in modi diversi. Sono stati 7 milioni e 400 mila i visitatori, il dato più alto mai registrato nella storia della manifestazione: 900.000 presenze in più rispetto al 2025.
Un dato che conferma la solidità di una tradizione che continua a richiamare milioni di appassionati da tutto il mondo. Ci vorrebbe una Oktoberfest anche in Giappone, dove il mondo della birra è sottosopra. I principali produttori di birrasono finiti al centro di una spinosa indagine. Cosa è successo? La Japan Fair Trade Commission ha avviato accertamenti su Asahi Breweries, Kirin Brewery, Suntory e Sapporo Breweries, che insieme controllano oltre il 90% del mercato domestico. L’ipotesi è che i quattro gruppi abbiano violato la normativa antimonopolio, coordinando per un periodo prolungato tempi e dimensioni dei rincari applicati ai grossisti. Insomma hanno fatto cartello.
Approfondisci questa e le altre notizie del giorno in Horeca Short News Podcast