Tutto pronto a Verona per la 57ª edizione di Vinitaly, dal 6 al 9 aprile, una kermesse che presenta circa 4.000 aziende e un quartiere espositivo al completo, confermandosi baricentro e termometro del vino italiano.
Un settore, quello vinicolo, che ha vissuto certamente tempi migliori, ma che resta comunque un assett fondamentale del mondo beverage: il fatturato del settore vino in Italia vale 14,5 miliardi che raddoppiano con l’indotto e un impatto diretto e indiretto di 45,2 miliardi di euro pari all’1,1% sul PIL e una bilancia commerciale con l’estero di 7,5 miliardi.
Nei 18 padiglioni di Vintaly 2025 sono attesi operatori dall’Italia e da 140 nazioni, sono ben 1.200 i top buyer accreditati e ospitati a Verona, una selezione profilata da 71 Paesi. Un risultato non scontato, visto il perdurare delle tensioni geopolitiche.
Tra le delegazioni più numerose dell’area extra Ue, in pole position, Usa e Canada seguite da Cina, UK, Brasile, ma anche India, Singapore, Giappone e Corea del Sud. Per il Continente Europeo primeggiano Germania, Svizzera, Nord Europa e l’area balcanica.
Per la prima volta i NoLo entrano nel programma della rassegna, sia a livello espositivo – nell’area Mixology – che contenutistico. Tra le novità anche l’enoturismo con il debutto del numero zero di Vinitaly Tourism, con 63 cantine italiane e tour operator nazionali ed esteri da Usa, Spagna e Germania.
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