Torniamo a parlare di No e Low Alcol, un trend che si innesta su un’onda di crescita globale. Il mercato dei prodotti No e low alcohol e dei mocktail ha registrato in Italia una crescita del 15% in volume negli ultimi tre anni, contro il -2,7% del settore alcolico tradizionale. Una tendenza che prende forza e vigore grazie a alle spinte salutiste verso uno stile di vita più orientato al benessere.
Un “bisogno” sempre più attenzionato dai produttori: non si contano, infatti, negli ultimi 12 mesi, le novità lanciate sul mercato vanno dai ready to drink ispirati ai grandi classici (come Paloma, Hugo, Gin Tonic e Spritz, tutto free alcol fino), ai ready to drink realizzati con botaniche, aromi e frutta come limone, ginger ale, ginger beer e così via. Un nuovo bere dove trova naturalmente posto anche la mixology.
La linea più promettente, zero alcol, è quella dei mocktail aromatizzati che spopolano soprattutto tra la Gen Z. Il motivo? Sicuramente il salutismo è una delle ragioni, ma va anche detto che i molti giovani non hanno la cultura del bere nel senso classico dell’espressione, ma hanno un modo di bere più easy, una dimensione perfetta per le bevande a bassissimo – o nullo – tenore alcolico.
Per loro, ma anche per i professionisti della mixology alcol free, c’è La Dolce Vita 0.0: “100 Esperienze Analcoliche da fare in Italia”, è un volume bilingue in italiano e arabo, pubblicato da Colors of Riyadh, e curato da tre giornalisti esperti di settore come Federico Bellanca, Antonio Galdi e Giacomo Iacobellis. Una pubblicazione volta a celebrare il lato analcolico dell’aperitivo made in Italy e non solo, con uno sguardo attento verso ciò che avviene in Medio Oriente e questa è una dimensione internazionale assolutamente pertinente, visti nel bere gli usi e costumi degli arabi.
Un mondo, quello del bere alcol free, dove la parte del leone al momento la fa la birra, infatti, bere birra senza alcol è sempre meno strano anche per i beer lover tradizionalisti più incalliti. C’è da dire che i mastri birrai negli ultimi anni hanno fatto davvero un gran lavoro riuscendo a perfezionare un prodotto che è sempre più piacevole da bere e conquista i palati di gente birrofila come gli inglesi e i tedeschi. Anche gli italiani stappano sempre più birra 0.0, la crescita del segmento è a doppia cifra lo certifica l’ultimo report Assobirra, tra il 2024 e il 2025 le birre analcoliche hanno quasi raddoppiato la loro quota di incidenza sul mercato, passando dal 2,1% al 3,9% (con una crescita di oltre l’85%).
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