Rieccoci qui, in un nuovo anno, dove rinnoviamo gli auguri ed auspichiamo che questo 2026 possa offrire – almeno per quanto concerne quello che è il mercato dei consumi fuori casa – qualche soddisfazione in più di quante ne ha offerte il vecchio anno che, di fatto, ha segnato un rallentamento della spesa Horeca
Un trend che a Dicembre scorso però ha avuto un sussulto, almeno stando ai dati di Confcooperative: gli italiani hanno speso 2,5 miliardi per il cenone fra casa e ristorante dove – secondo i dati FIPE – ci sono andati 4 milioni e seicentomila italiani (+8,5%), 94 euro a persona la spesa media per un totale di circa 440 milioni di spesa. Un spesa più alta, quindi, che al di là delle presenze in aumento è cresciuta per lo più in forza all’inflazione.
Dati che vengono anche confermati dal Mind For Horeca di Formind che per il beverage Horeca a Dicembre 2025 – rispetto a dicembre 2024 – segnala un +1,6% a volumi e un +6,3% a valore. Bene dicembre, ma che di fatto non salva un anno decisamente sotto tono. Un mercato alquanto statico che ha fatto inevitabilmente sponda con le operazioni di M&A acronimo riferito a quelle attività di finanzia straordinaria che vedono fusioni e/o acquisizioni fra aziende.
Ebbene, il 2025 appena andato in archivio si è rivelato un anno di rallentamento per il mercato delle operazioni di M&A nel beverage italiano. I volumi delle transazioni sono diminuiti rispetto al 2024, riflettendo una maggiore cautela da parte degli investitori istituzionali e dei fondi di private equity. Le incertezze macroeconomiche e finanziarie hanno allungato i tempi di valutazione e di closing. Fra le categorie più reattive si segnalano quella degli spirtis e delle acque minerali. Gli esperti però prevedono un 2026 con maggiore vivacità, staremo a vedere.
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