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Arran e Douglas Laing & Co.: la Scozia autentica in un bicchiere

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Lo Scotch whisky, simbolo della cultura nazionale scozzese, ha uno stile unico per ogni regione, influenzato dal clima e dall’acqua.Tra i protagonisti di questa tradizione spiccano Arran e Douglas Laing & Co.

Il whisky scozzese, o Scotch whisky, vanta una storia antica che risale al 1494, anno in cui un monaco di nome John Cor ricevette dal re diverse balle di malto per produrre la cosiddetta “acquavite” (acqua vitae o uisge beatha, in gaelico), da cui deriva il termine whisky.

I monaci furono i primi a perfezionare le tecniche di distillazione, che si diffusero rapidamente anche tra i piccoli produttori, soprattutto nelle Highlands. Nel 1823, una legge attenuò le restrizioni sulle distillerie legali, favorendo così lo sviluppo del mercato ufficiale. Nel corso del XIX secolo furono introdotte significative innovazioni tecniche, come l’alambicco a colonna (Coffey Still), che permise una distillazione continua più efficiente e diede origine ai primi blended whisky.

Con il passare del tempo, lo Scotch whisky è diventato un simbolo profondamente radicato nella cultura nazionale, caratterizzato da proprietà organolettiche e uno stile distintivo per ogni regione produttiva, strettamente legato alle caratteristiche ambientali, come il clima e l’acqua pura. Tra i protagonisti di questa tradizione si distinguono Arran e Douglas Laing & Co., due nomi emblematici del whisky scozzese, uniti da una passione autentica per la qualità e la narrazione del territorio.

Arran, l’isola gentile del whisky scozzese
Nel cuore di un arcipelago celebre per le sue distillerie leggendarie, l’isola di Arran rappresenta un territorio affascinante e suggestivo. Definita “Scozia in miniatura” per la sua bellezza naturale e la varietà paesaggistica che racchiude Highlands e Lowlands, Arran ha conquistato negli ultimi trent’anni una posizione di rilievo grazie all’intraprendenza e alla visione di Harold Currie, che nel 1995 fondò la sua distilleria a Lochranza in un periodo di forte crisi del settore.

Qui, tra acqua purissima e un clima mite, temperato dalla Corrente del Golfo, nasce un whisky gentile, elegante e profondamente legato al territorio. Niente filtrazione a freddo e nessun colorante; a rendere unico Arran Single Malt è la materia prima di altissima qualità: l’orzo Laureate, irrorato dall’acqua del lago Loch na Davie, ricca di preziosi minerali.

Sono diverse le espressioni di Arran, tra edizioni limitate, single malt e le nuove uscite Arran Signature Series – Edition 3 “Duero Discovery”, Arran Rare Batch – French Oak, Arran Single Malt Barley 10 Years Old.

Douglas Laing & Co., “Il whisky come natura comanda”
In un panorama dominato da colossi internazionali e da produzioni standardizzate, Douglas Laing & Co. si conferma custode di una tradizione familiare e indipendente dal 1948, tanto da essere membro attivo della Scotch Whisky Association (SWA). Oggi, guidata dalla terza generazione, l’azienda di Glasgow continua a portare avanti la filosofia del whisky “as natural as it gets”: senza aggiunte, senza compromessi, per esaltare la diversità e l’autenticità dei single malt scozzesi.

Il portafoglio Douglas Laing è estremamente vasto e diversificato, spaziando dai blend regionali iconici come Big Peat, Scallywag, The Epicurean, Rock Island e The Gauldrons, fino a selezioni single cask e collezioni di pregio. Tra le novità del 2025 figurano Big Peat Fèis Ìle 2025, un’edizione speciale dedicata all’isola di Islay e realizzata da botti Refill Hogshead del 2010, e Big Peat Winter Edition 2025, affinata in botti di vino Madeira e imbottigliata a grado pieno (53,6% vol). A completare la gamma, le raffinate Old Particular, la prestigiosa Xtra Old Particular (XOP) per i collezionisti, la linea Provenance che racconta il legame tra stagioni e territori, i decanter rétro di Premier Barrel e le combinazioni creative di Double Barrel.

Arran e Douglas Laing sono distribuiti in Italia da Rinaldi 1957.


A proposito di Rinaldi 1957
ll viaggio di Rinaldi 1957 Spa ha inizio nel cuore di Bologna alla fine degli anni ‘50 con i fratelli Vittorio e Rinaldo. Nel 1983, non avendo eredi interessati a proseguire il percorso aziendale, vendono l’azienda al Gruppo Buton, di proprietà della famiglia Sassoli de Bianchi. Dieci anni dopo, Giuseppe Tamburi, membro della famiglia Sassoli de Bianchi, decide di acquistare la Fratelli Rinaldi Importatori. L’azienda nel corso del tempo ha creato un portfolio con oltre 130 marchi italiani e stranieri tra vini e spirits, con particolare assortimento nei rum e whisky. Rinaldi 1957 ha chiuso il 2024 con un fatturato di 22,3 milioni di euro, una rete di 150 agenti e un portfolio che continua a crescere in qualità e prestigio.

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